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Nome: Elena Dormivano sul carro, avevano un materasso, se lo portavano dietro e lo
stendevano la sera e di dietro ci mettevano le casse dei libri, quando
mettevano dentro il banco e su ci met-tevano il materasso e poi ci dormivano
in due. Mio papà e mio nonno andavano via da soli, mio papà
ha portato via anche mia mamma e ci piaceva poverina andarci ma poi caveva
i figli, ogni due o tre anni aveva un figlio e allora non poteva andare
nel carro con il bambino piccolo. Quelli che rimanevano a casa lavoravano
i terreni, mia mamma ci andava anche lei, aveva una cognata che non era
sposata, ci lasciava i bambini a guardare poi veniva a casa quando era
mezzogiorno, ci preparava da mangiare quella cognata. Nei campi seminavano
di tutto, il grano, il formenton noi lo chiamiamo: il granturco, le patate,
i piselli, tutto quello che si poteva avere. Però gli orti come
ci sono adesso non cerano allora, gli ortaggi, tutta la ver-dura
come facciamo adesso non cera; seminavano due cipolle, un po
daglio. Raccoglievano le castagne, dinverno le macinavano,
mangiavano la polenta di castagne, la pattona, si chia-mava la pattona,
si faceva nei testi. Di carne se ne mangiava poca, se non ne avevano in
casa da ammazzare, a prendere la carne non ci andavano; non cera
il benessere per il mangiare qua, cera miseria.
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