 |
Che cosa è successo in questo paese in due anni di
governo Prodi dopo e prima di Berlusconi? Come abbiamo
fatto a ridurci nello stato comatoso in cui siamo? Che
ne è stato della politica, di maggioranza come di
opposizione, ormai trasformata in vuoto marketing? E
come reagiscono gli italiani a questa regressione di
democrazia? Chi sono, oggi, questi italiani, o che cosa
sono diventati? E che cosa si augurano per il loro
futuro? Oliviero Beha porta in radiologia le “lastre”
della realtà, quella vera e quella mistificata dai
media, passando al vaglio un periodo fosco della
Repubblica, a sessant’anni dalla sua fondazione
costituzionale. La radiografia è impietosa, e coglie i
passaggi tra politica e antipolitica, conflitti di
interessi e svuotamento della giustizia,
informazione-spettacolo e brutto spettacolo
dell’informazione, patriottismo in calzoncini e
Calciopoli, uno scandalo ancora tutto da decifrare.
L’Italia mafiosa di oggi, ma si teme anche di domani,
che di solito viene occultata dalle convenienze e dalle
dipendenze.
Oliviero Beha.
Nato a Firenze nel 1949, si è laureato in Italia in
Lettere (Storia medioevale) e in Spagna in Filosofia
(Storia d’America). Inizia a fare il giornalista con
TuttoSport e Paese Sera, del quale è corrispondente da
Milano. Dal 1976 al 1985 è a Repubblica, come inviato,
dove si occupa di sport e società, con inchieste in
molte parti del mondo seguendo le manifestazioni
sportive internazionali più importanti a partire dalle
Olimpiadi. Editorialista e commentatore anche politico
per Rinascita, Il Messaggero e Il Mattino (e
successivamente per l’Indipendente), nel 1987 dà inizio
alla sua attività televisiva con Andrea Barbato
conducendo “Va’ pensiero”, un contenitore culturale in
onda su Raitre tutte le domeniche. Ancora per Raitre,
nella stagione ’89/90, conduce sempre con Andrea
Barbato, all’interno di “Fluff”, la “Gazzetta dello
spot2, un’analisi critica del mondo della pubblicità.
Negli anni seguenti firma, sempre per la Rai, inchieste
e speciali televisivi in Italia e all’estero. Ancora per
Raitre, nel 1991, progetta e realizza “Un terno al
lotto”, il primo programma televisivo dove domanda ed
offerta di lavoro potevano incontrarsi: in due mesi
oltre 2.600 persone hanno trovato occupazione grazie
alla trasmissione. Nell'aprile 1992 dà vita a “Radio
Zorro”, il programma di servizio di RadioRai più
premiato negli ultimi anni. Successivamente “Radio Zorro
3131” diventa il caso radiofonico dell’anno: oltre 100
mila richieste di intervento piovono in redazione da
tutta Italia e nel corso dell’ora e mezza di diretta
arrivano in media 300 telefonate. Al successo
radiofonico si lega quello televisivo: dal novembre ’95
al giugno ’96 Beha conduce anche una versione televisiva
di successo del suo programma: “Video Zorro” va in onda
tutti i giorni, dalle 13,35 alle 13,55, su Raitre.
L’ultimo impegno televisivo di Oliviero Beha è “Attenti
a quei tre”, trasmissione del Palinsesto Notturno della
Rai dedicata ai problemi della giustizia, in onda, dal
giugno ’96 al luglio ’97, su Rai Uno e Rai Tre, con tre
appuntamenti settimanali. Dal settembre 1998 è di nuovo
ai microfoni di Radiorai con “Radioacolori” in onda
tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, su Radiouno, fino
a quando - nel settembre 2004 - la tanto seguita
trasmissione radiofonica viene improvvisamente
soppressa. È autore di testi teatrali rappresentati, in
stagione e festival, di numerosi saggi e di raccolte di
poesie, che hanno vinto diversi premi: con All'ultimo
stadio il Selezione Bancarella, con Anni di cuoio
il Chianciano, con Inverso il Selezione Viareggio
e il Biella, con Ripercussioni il
Capua-Mediterraneo. Ha vinto nel dicembre del 2000 il
Premio “Mario Pastore - Giornalista per l’Ambiente”
seconda edizione, indetto dalla LIPU. Ha vinto ad
ottobre 2001 il prestigioso premio Guidarello per il
giornalismo d’autore per la radiofonia. Dal 2001 al 2006
è docente di “Sociologia dei processi culturali e
comunicativi” alla Facoltà di Architettura Valle Giulia
all’Università “La Sapienza” di Roma. Il suo primo
romanzo,
Sono stato io
(2004). L'anno dopo pubblica
Crescete & Prostituitevi
e
Trilogia della Censura.
Nel 2006 è la volta di
Diario di uno spaventapasseri
e
Indagine sul calcio.
|