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Novembre 1944. Durante una rappresaglia scoppia un
incendio in una cereria della Bassa Padana. Muoiono due
ragazzi: i fratelli Gabbi. Per oltre mezzo secolo Celso,
il fratello maggiore emigrato in Centro America, cova la
vendetta che, al suo ritorno, sfocia in un omicidio.
Risucchiato dalle leggende di un uomo dal sangue zingaro
e incuriosito da una vecchia cartolina in bianco e nero,
un misterioso narratore ripercorre la vita
dell'assassino per inseguire un delitto privo di enigmi
investigativi, ma ricco di misteri. Dai nebbiosi argini
del Po comincia un avvincente viaggio in una Cuba
inedita, lontana dai luoghi comuni del turismo di massa,
un peregrinare durante il quale il protagonista incontra
le ombre, spesso appena accennate, di personaggi
realmente esistiti: dal campione di scacchi cubano
Capablanca a un inedito e immaginario Italo Calvino
bambino, da Errol Flynn a Magdalena Rovieskuya, la
cantante lirica russa che scappò dalla rivoluzione dei
bolscevichi per gestire un hotel nell'antica città di
Baracoa; ma anche Gino Donè Paro, l'ex partigiano veneto
che sbarcò sull'isola con Fidel Castro per liberarla
dalla dittatura di Batista. E poi il bicicletero
Barroso, il tapizero Orlando e tanti altri anomali
personaggi che affollano le assolate strade cubane.
Davide Barilli, parmigiano, è nato nel 1959. Ha
viaggiato a lungo tra il Centro America e le isole
caraibiche. Redattore alla «Gazzetta di Parma», per cui
si occupa di cronaca giudiziaria e della pagina
culturale, ha vinto la prima edizione del Premio
Giornalistico «Egisto Corradi». Ha pubblicato due
romanzi, La fascia del turco e Musica per lo zar, e
alcuni libri di racconti, Poltrona per acqua, La casa
sul torrente e Piombo e argento |