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I cinesi in Italia: la più numerosa comunità d’Europa.
Ma quanti sono? Cosa fanno? Come arrivano? Molto è
cambiato dagli anni Ottanta. Erano 2000. Oggi sono
150mila. Rappresentano il 5 per cento del totale degli
immigrati regolari. Poca cosa. Eppure li vediamo ovunque
nelle nostre città. Aprono negozi, bar, ristoranti,
interi quartieri sono diventati piccole Chinatown.
Un’impresa straniera su sette è cinese.
La prima generazione di immigrati oggi ha i figli che
frequentano l’università. Ma allora li guardavamo con
curiosità, ora con paura. L’Italia è cambiata. Sono
accusati di tutto: prostituzione, riciclaggio di denaro
sporco, traffico di rifiuti, sfruttamento di bambini. Ma
siamo sicuri che sia veramente così?
Vale la pena conoscerli da vicino e raccontarli. Dietro
una quantità industriale di luoghi comuni (“i cinesi non
muoiono mai”, “nei ristoranti servono carne di cane”
eccetera), le storie e le testimonianze raccolte in
questo libro rivelano un popolo ottimista, che vede un
futuro davanti a sé e ha voglia di costruirselo.
Un reportage nell’Italia di oggi, da Torino a Matera,
passando per la provincia italiana (a Bagnolo Piemonte
gli scalpellini cinesi sono leader nella lavorazione
della storica pietra di Luserna, quella dei sampietrini
che pavimentano le nostre strade), Milano, il ricco
Nordest, Prato (dove troviamo il fondatore della Giupel,
il primo cinese ammesso in Confindustria), Roma, Napoli
(qui le donne partenopee fanno da babysitter ai bimbi
con gli occhi a mandorla)...
Vedendo all’opera i cinesi capiamo anche cosa siamo
diventati noi. Un Paese stanco, rassegnato e spaventato.
Che guarda con sospetto chi, come loro, scommette sulle
proprie capacità e investe nel lavoro e nelle nuove
generazioni. Se la mafia gialla fa paura è perché i
malati siamo noi.
Raffaele Oriani è giornalista di “Io donna”,
il settimanale femminile del “Corriere della Sera”. È
autore di Pompei. Scene da un patrimonio (I libri di
Reset, 1998) e A nord. Volti e storie dal tetto d'Europa
(Editori Riuniti, 2000)Riccardo Staglianò è
giornalista de “la Repubblica”. Nel 2001 ha vinto il
Premio Ischia di Giornalismo, sezione giovani. È tra
l’altro autore di Bill Gates. Una biografia non
autorizzata (Feltrinelli, 2000), e L’impero dei falsi
(Laterza, 2006).
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